PROGETTO ARTISTICO – CULTURALE

AMBARABÀCICCÌCOCCÒ –

Esibizione Artistica Collettiva

Di Luigi Quaquaro. Elia Doimi, Mattia Struzzo

“Maestro di contorsioni

Tal è Giorgio Caproni?

Certo non si può vantare,

fautore dell’afilosofia,

che il suo pensiero sia

composto di idee ben chiare”

Giorgio Caproni

Così raccogliamo, tra i tanti, l’ interrogativo che Giorgio Caproni ha saputo celare nella sua “A filosofia”: un paradosso, il pensiero che rifonda e mette in discussione le basi stesse della filosofia canonica. Da poeta rifiuta le congetture del pensiero per dare ascolto a quella prima e primitiva intuizione che banalmente possiamo associare alla semplice parola “ispirazione”.Così, noi, figli di quella stessa banale immediatezza, intendiamo rifarci a questi versi che percepiamo come affini alla nostra produzione.Abbiamo saputo scorgere una costante nell’incessante contrasto che caratterizza l’anima della nostra terra:

«Pregni di quotidiana frenesia, assuefatti da un atavico dovere, spesso ci si lascia trascinare dalla fumante locomotiva dell’oggi, si rimane a galleggiare nel consueto; si è persuasi a dimenticare , taciuta sul fondo d’uno scrigno, l’incompleta perfezione della bellezza.

Noi liguri, esteti pragmatici, abbiamo costruito migliaia di scrigni e li abbiamo nascosti, incastrati, tra le rughe di terra che l’incessante battaglia dell’onda al monte ci permette di sfruttare.

Abbiamo lasciato fiorire nel cuore di ognuno le più disparate meraviglie, i più vividi ardori, donando coerenza alle asimmetrie della nostra terra e del nostro essere abbiamo saputo cullare il genio della nostra gente e ospitare quello di ogni illustre straniero.»

Luigi Quaquaro

‘Res amissa’, l’oggetto celato da Giorgio Caproni, immaginandolo nascosto tra le percezioni di un’immagine, le melodie di una poesia, le danze di una statua o l’impeto della musica, o chissà, forse, da qualche parte, chiusa in uno scrigno, negli angoli di una Villa affacciata sull’anima di Santa Margherita.L’opera d’arte come scarto, il prodotto residuo tra concezione e fruizione, colonne d’Ercole della verità. Sarà forse l’artista la guida di quella volubile ed immutabile scintilla capace di disfarsi nel momento esatto in cui prende forma?Non possiamo truffare l’inafferrabile ma possiamo identificare i nostri intenti proprio in contrasto con quello che è il nostro nome. Intendiamo inseguire la nostra volontà, mostrare e mostrarci affinché la nostra e di tutti “Res” non debba davvero essere “Negletta”.